martedì 1 novembre 2011

2 novembre 2011. La gonna grigia


E’ rimasta lì.

Quanti anni sono, nonna?

Non li ricordo. 17? 18?

Sei morta dicono di notte. Ad un tratto. I medici hanno detto che sei morta in un attimo, che eri serena.

Non lo so. Ricordo il giorno prima. Ero venuta a trovarti. Mi hai chiesto come mi trovi? Mi accompagni a telefonare a Michele?

Trascinavi i piedi. A nonno, a Micchè, hai detto Torno presto, come stai? Hai freddo? Torno presto…la legna. Pensa alla legna. Pensa al fuoco. Poi facciamo una grande festa, è quasi Natale.

Sei morta in un attimo. Micchè si è buttato ad abbracciarti. Dentro la bara color noce eri vestita di blu. Lui Sei la mia sposa.

Quell’abito me lo ricordo, nonna. Era quello della messa domenicale, dei matrimoni e del grande giorno, quello quando partivi e andavi tre paesi più in là. Ti facevi bella e andavi a fare la spesa. Avevano aperto un piccolo supermercato. Ti brillavano gli occhi. Quella non era più la guerra, non era più la fatica della schiena piegata.

Nonno ha continuato a chiamarti, nonna, lo sai?. Marì. Marì…

Gobbo, veniva a trovarti. Ti portava i fiori di campo, quelli che amavi.

E’ rimasta lì, nonna.

La tua gonna grigia è rimasta piegata sul letto di nonno. Fino a quando è morto anche lui, un paio di anni fa.

Sei rimasta con lui sempre.



Tiziana Pasetti

martedì 18 ottobre 2011

Spaccami il cuore



Yair e Myriam. Un uomo che scrive. Una donna che legge. Un uomo e il suo delirio. Una donna e la sua pazzia.
Un libro, quello di David Grossman impossibile da raccontare. Uccide. Come un coltello. Ti uccide la spirale nella quale rimani impigliato e ti porta giù, in fondo, ti porta dove non c'è nulla, e quindi solo lei, la Parola.

Myriam, sei tutto, per me. Ma non avvicinarti mai. Non avvicinarti a me. Non avvicinarti al mio bambino.

Yair, voglio vederti.

Un romanzo d'amore?

:-)

No.

Un viaggio autentico dentro la follia della mente umana.


Riposino in pace Yair. E il figlio che ha lasciato morire, quasi nudo, in mezzo alla neve candida.

Che il riposo sia possibile anche per noi, disperati, sempre alla ricerca di una realtà più inafferrabile del sogno.

David Grossman, Che tu sia per me il coltello, Mondadori

Tiziana Pasetti

lunedì 17 ottobre 2011

La grazia di un abbraccio


2111. 
David.
Ellen,
Sean.
Blanca.
L'amore. L'Islanda, che è un sogno e una promessa.
La morte, che in certi casi davvero non sarebbe il momento giusto, eppure.
La morte, che in certi casi ci starebbe pure, fosse anche solo per l'età, ma non.

Licalzi ha scritto un soffio di vita e di eternità e stupisce la conclusione. Forma non ineccepibile, certo.

Ma in certi casi, in certi momenti
non è la letteratura che ti viene a cercare

ma una storia

questa storia qui.

"Il nostro era un abbraccio perfetto,
sincronico, completo.
Perché l'abbraccio non perdona,
e quell'abbraccio,
invece,
ci aveva perdonati.
Fosse anche soltanto
per una
notte".

Lorenzo Licalzi, Un lungo fortissimo abbraccio, Rizzoli

Tiziana Pasetti

martedì 11 ottobre 2011

Tornare

Tre mesi.

Tre mesi senza scrivere.

Credo possano bastare.

Torno. Libera. Senza la rete di protezione dei lettori di un giornale vero.

Grazie a L. D. e a M. T., per le proposte indecenti e meravigliose.

Ma cominciare dalla sera, mai. Non sono pronta.

Voglio perdermi e disperare, voglio ridere e volteggiare, voglio piangere e gridare.

Riprendo parte del mio passato, splendido, e lo archivio anche qui.

Riparto dal morso 

e dal peccato. Puro.


giovedì 26 agosto 2010

Una tenda anche per Celestino


Capita, d’estate. Capita molto spesso. Praticamente tutti i giorni.
Che faccia un gran caldo.
Non capita spesso che la tua città sia stata distrutta da un terremoto. Questo no. Non capita spesso.
Cammini per strada, e sono strade nuove, in mezzo al nulla. Fa caldo.

lunedì 16 agosto 2010

A tu per tu con una tellina


Non è la stessa spiaggia. No.
E non è lo stesso mare.
Però ci si incontra. Come in tutte le spiagge e in ogni mare.
Il sole. I piedi scalzi. La pelle arroventata.
Ci si incontra, dicevo. O ci si rincontra. Dopo anni. E si parla. Ci si raccon…
…beep!
…ta.
PAUSA. Fermi tutti.

mercoledì 7 luglio 2010

…bella come sei, forse ancor di più

Da quella tragica notte del 6 aprile è ormai passato più di un anno. Le 3 e 32 rappresentano uno spartiacque tra il prima e il dopo. Il dopo è la nostra nuova vita, quella che ci vede attori consapevoli e allo stesso tempo allucinati di una catastrofe che non importa più sapere se annunciata o no. Qualunque cosa accada, qualunque responsabilità venga eventualmente riconosciuta, nulla ha il potere di far tornare questa città e quanti la abitano e vivono indietro nel tempo; cosa, comunque, in genere possibile praticamente mai.

domenica 13 giugno 2010

Il sentimento accelerato. Una teoria del disincanto?


Un giorno, era quindici anni fa, tornavo dalla Cina.
Il cielo era azzurrissimo. Mai quanto gli occhi dell’uomo che mi sedeva accanto, però.
Ricordo una splendida chiacchierata, lassù.
Si parlava del Tempo. La Cina così lontana. Ma poi raggiungibile in sole 12 ore di aereo.
Entrambi inutilmente romantici disquisivamo di carovane, dei cambiamenti naturali da percepire lentamente, guadagnando le distanze passo dopo passo, rispettandone la magnificenza.